Un libro che lavora molto sul piano visivo
Decostruire e ricreare la lingua non ha mai portato gli intellettuali a una facile notorietà: si può fare questo gioco con altre arti, la pittura, la fotografia, la cinematografia, ed essere apprezzati - magari non capiti - ma una poesia dall.architettura innovativa porta a una chiusura da parte del lettore. Non comunica, quindi non serve. Almerighi però è convinto che la poesia sia necessaria, proprio perché possiede il fascino della creazione: di evocazioni, di rimandi, di suono, di spazio e di tempo, anche e soprattutto se altri, inesplorati, mai espressi prima. (Dalla prefazione di G. Kuferzin)
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