Dal pensiero all’immagine, dal parlato alla scrittura: dalla poesia visiva alle scritture sintetiche. Da secoli si cerca la via più corretta e completa per tradurre in un linguaggio che ha fissato segni di permanenza quello nato della vibrante momentanea presenza di un destinatario. E di farlo con la massima concisione e fedeltà. Fra tutte le sintetiche (o ‘tironiane’ come si vuole, dal nome del segretario di Cicerone) la stenografia è quella che appare aver trovata la sua forma più convincente. Capi di stato e di governo, capi di imperi industriali, artisti e intellettuali di tutti i tempi e paesi hanno praticato la stenografia sempre sostenendo che questo avveniva per ‘conservare’ qualcosa di vitale, un ‘soffio’ di verità contro la morta rendicontazione burocratica. Di questi caratteri – presenti in tutte le scritture sintetiche - questo volume offre una suggestiva rassegna. Per di più la stenografia – per quanto diffusa - limita certo il numero dei lettori, assicurando quella doppia valenza di ‘libera lettura’ e limitata scrittura che garantisce una sorta di ‘naturale selezione’ che ne fa anche il permanente fascino.
EAN
9788895310664
Data pubblicazione
2022 01 01
Lingua
ita
Pagine
136
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
165
Spessore (mm)
15
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La stenografia nell'era digitale. La permanenza del segno nella fluidità della storia—