Tra gli inizi del XIV secolo e la fine del XV un gran numero dei cosiddetti artisti-ingegneri si cimentò nella progettazione di macchine dalle prestazioni più disparate. Nessuna di loro nella realtà poteva funzionare, pur avendo sostanzialmente una concezione meccanica congrua. Uno degli ultimi, in ordine cronologico ma senza dubbio il primo per efficacia grafica, fu Leonardo da Vinci che ripropose quegli stessi congegni e macchine, magistralmente disegnati, al punto da divenirne l'inventore per antonomasia. Anche nel suo caso non vi era alcuna possibilità di concreto utilizzo. Nonostante ciò neppure lui si sottrasse a quella sorta di mania epocale, certamente sterile, ma sicuramente suggestiva. Con la sua morte, quei tanti fogli, come anche quelli dei predecessori, finirono dimenticati o dispersi. Fu solo per una residua ammirazione verso il sommo artista che non vennero distrutti, e quando, finalmente, tornarono alla luce combaciarono con quanto nel frattempo la tecnologia aveva realizzato. Da dove Leonardo ed i colleghi avevano tratto spunto per le loro analoghe in invenzioni? Con una prefazione di Roberto Giacobbo.
EAN
9788895430126
Data pubblicazione
2012 09 05
Lingua
ita
Pagine
400
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
600
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Leonardo inventore? L'equivoco di un testimone del passato scambiato per un profeta del futuro—