Milioni di esseri umani in tutto il mondo coltivano il riso e ancora oggi milioni di loro lo trasformano in alimento con gli stessi strumenti che utilizzarono i loro antenati, così come operavano anche i primi "pilatori" in Italia, agli albori della risicoltura, durante il XV secolo. I ricordi si perdono, sfuggono alla memoria anche di coloro che videro nelle valli padane i propri padri o i nonni pestare il riso in pileria nella buca con il pistone e pulirlo con i "gribi". Strumenti antichi che le moderne riserie hanno gettato e dimenticato rivivono nel ricordo di chi al tempo ne scrisse e con fatica e con amore si dedicò a questa arte. L'organetto o la grolla, il rompireste o lo sciassetto erano, con l'elica, gli strumenti di un tempo mediante i quali era offerto alla tavola il riso reso bianco e, talora, più bello, forse più buono di quanto non sia offerto oggi. Sono perduti gli strumenti e sono dimenticati alcuni tipi di riso che, brillato, oleato o camolino, erano l'orgoglio dei risieri dei secoli scorsi. Argomentare di questa arte da ieri rimandata a oggi sia pure con strumenti differenti è portare il ricordo dei risicoltori, dei pistaroli agli operatori di oggi, per non perdere le tracce.
EAN
9788895522135
Data pubblicazione
2016 01 01
Lingua
ita
Pagine
142
Tipologia
Libro in brossura
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Le antiche pilerie italiane e l'industria risiera. La raffinazione del riso—