L'alienazione del bene oggetto di legato è un tema sul quale vi è stato nella prima metà del secolo scorso un grande interesse da parte della romanistica, con ricerche che appaiono tuttavia per vari aspetti da riconsiderare, perché essenzialmente basate sul metodo interpolazionistico. La presente indagine si propone di approfondire il pensiero dei giuristi romani che hanno trattato in modo più o meno vasto il problema, così da valorizzare le singole posizioni, le convergenze e anche i contrasti. Ne emerge un quadro articolato, che conduce da posizioni che interpretano la volontà dell'alienante in modo tipico, come volta a revocare implicitamente il legato (i plerique e Gaio) ad altre che si propongono di analizzare caso per caso la sua volontà, senza ricorso a schemi interpretativi tipici (Celso, Scevola, Ulpiano). Questa seconda corrente di pensiero si impone nell'età dei Severi anche nella produzione normativa (con rescritti di Settimio Severo e Antonino Caracalla), per essere poi pienamente accolta dai compilatori giustinianei.
EAN
9788895522951
Data pubblicazione
2012 12 01
Lingua
ita
Pagine
498
Tipologia
Libro in brossura
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Studi sull'alienazione del bene oggetto di legato in diritto romano—