Nonostante siano passati sessantadue anni da quando sono stato in collegio nella Certosa di Padula, ancora ricordo, nel bene e nel male, alcuni compagni e il maestoso Grande Chiostro per il camminamento dei monaci e, poi, per lo svago di noi orfani. La Certosa è un luogo ameno circondato da verdi e fecondi campi pianeggianti e dal rinomato collinare paese di Padula a Est. Dalla “Ringhiera della libertà”, come la chiamavano i prigionieri, gli sguardi di noi orfani potevano spaziare fino all’orizzonte tra messi di grano intervallate, qua e à, da coltivazioni verdeggianti e rigogliose come quelle dei nostri paesi lontani. L’amicizia che si creava tra noi non bastava a colmare la mancanza dl calore e di affetto delle nostre famiglie. Dalla popolazione locale, poi, ci separavano le invalicabili mura del maestoso complesso monumentale, perciò i contatti erano del tutto inesistenti. Siccome i giovani si adattano facilmente alle circostanze, ci accontentavamo di poco: bastava giocare tra noi nel campo sportivo per dimenticare le ansie e le frustrazioni della vita che era stata avara con noi. Non importava che tra tanti orfani ci fosse...
EAN
9788895647517
Data pubblicazione
2021 06 24
Lingua
ita
Pagine
256
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
165
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
450
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Monaci, prigionieri e orfani nella Certosa di S. Lorenzo a Padula—