L’incapacità a raccontarsi ha condannato per decenni all’oscurità il lavoro della cucina, censurato dai pregiudizi sociali e giudicato troppo plebeo per finire tra le carte della storia. Molti chef delle passate generazioni (ma allora si chiamavano cuochi) sono vissuti lasciando preziose testimonianze orali a chi ha avuto la fortuna di collaborare con loro, ma quasi nessuno scritto che facesse luce sulla fatica nebbiosa e fumosa che si esercitava quotidianamente ai fornelli, e sulle storie private e familiari che pure avrebbero arricchito molto la storia sociale dell’alimentazione. Il più bravo e fortunato di tutti, Pellegrino Artusi, l’uomo che fece l’Unità d’Italia a tavola (ma a scapito della grandezza del Sud, in questo molto affine ai Savoia) diceva che non è necessario nascere “con una cazzeruola in capo”. Basta la passione, molta attenzione e la materia prima “della più fine”. Non era poco. E così è stato per i più bravi, molti tra quelli che non sono stati protagonisti storici come lui. È stato solo il recente e rapidissimo boom mediatico del food system a rivoluzionare in pochi anni le gerarchie.
EAN
9788895647845
Data pubblicazione
2020 01 31
Lingua
ita
Pagine
168
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
165
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
350
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