Appartengo a una famiglia di gente che racconta. Siamo cresciuti tra le storie dei nonni paterni e materni, a noi bambini piaceva fare il teatro nelle lunghe serate d’estate che passavamo in campagna e i miei ricordi d’infanzia comprendono in gran parte un piatto di dolci, un ciambellone caldo, una cucina rumorosa e qualcuno che chiacchiera, ridacchia e racconta mentre prepara da mangiare. Per cui non mi stupisco che qualcuno finalmente abbia deciso di mettere per iscritto quelli che non rappresentano solo un bellissimo pezzo della storia della mia famiglia, ma raccontano proprio un passato diverso, semplice e autentico, che sembra cosi lontano dai tempi moderni. E ricordo perfettamente il modo in cui parlavano i miei nonni tra di loro, e con i loro figli. E quando noi piccoli timidamente provavamo a masticare qualche parola di dialetto, la risposta stupita di mia nonna era sempre “ma che nde ce mannu a la scòla?” Perché il dialetto rappresentava la lingua imperfetta delle persone umili, di chi non aveva potuto studiare, mentre loro erano così orgogliosi che noi delle giovani generazioni potessimo studiare e ottenessimo qualche buon voto... . (Ilaria Raponi)
EAN
9788895736549
Data pubblicazione
2016 11 10
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
10
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