Signor giudice, mi sento tra l'anguria e il martello. Stupidario - ma non solo - di Cosa Nostra

Si può ridere della mafia? "Signor Giudice, mi sento tra l'anguria e il martello" dimostra che si può e forse si deve. Attraverso una selezione di balordaggini (vere e proprie gag comiche), svela l'altra faccia della Piovra; un sottobosco di boss illetterati e patetici padrini con le loro peregrine citazioni pullulanti di "prove scaccianti", persone minacciate dalla "spada di Damacca" ma che a collaborare non hanno mai avuto il minimo "tintinna mento".

EAN

9788895756400

Data pubblicazione

2010 01 01

Lingua

ita

Pagine

128

Tipologia

Libro in brossura

Come si presenta questo libro

Una lettura da vivere pagina dopo pagina

Si può ridere della mafia? "Signor Giudice, mi sento tra l'anguria e il martello" dimostra che si può e forse si deve. Attraverso una selezione di balordaggini (vere e proprie gag comiche), svela l'altra faccia della Piovra; un sottobosco di boss illetterati e patetici padrini con le loro peregrine citazioni pullulanti di "prove scaccianti", persone minacciate dalla "spada di Damacca" ma che a collaborare non hanno mai avuto il minimo "tintinna mento".

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