Agita il braccino quando va a fare shopping inventando deliziose coreografie; ama dire "a zonzo" molleggiandosi placidamente sulle zeta e sogna un dispensa che al posto delle scatolette di tonno abbia uova e farina "come nelle famiglie vere". Un giorno di novembre si ritrova a dipingere un lampadario in carta di riso e non poter più smettere di fissarlo: ha appena ricevuto da F. uno dei più crudeli messaggi della sua vita, e il dolore è lancinante. Da allora le capita di non respirare più tanto bene, di chiamare al telefono il fratello e dire "muio, muio!" e poi magicamente sopravvivere. Sempre grazie al gelato. Se in "Cara" Lucio Dalla incastonava nell'omonimo verso le macroscopiche discrepanze dell'innamoramento, "E tu che mangi il gelato" è la descrizione di un amore a senso unico che diventa il pretesto per raccontare la difficoltà di stare al mondo, di trovarsi, scegliere di farsi posto e, alla fine, salvarsi. Una voce irreverente e deliziosa con cui la protagonista non lesina commenti politicamente scorretti. Una tragicommedia pop, serissima nella sua agonia; un testo dal linguaggio fresco, rivoluzionario, incalzante nell'emergenza di raccontare le cose del mondo e la vita fuori che fa paura sì, ma è bella da morire. Tra amici "da indossare come un maglione caldo le mattine di febbraio", case da cambiare, aitanti ragazzi biondi che girano in doppiopetto e regalano libri inappropriati. Essenzialmente, un romanzo sull'importanza della felicità.
EAN
9788895797502
Data pubblicazione
2013 04 03
Lingua
ita
Pagine
195
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
195
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
10
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