Il paesaggio oggi è una realtà in via d'estinzione, non solo come estensione territoriale rispetto alla crescita smisurata delle città, ma soprattutto come luogo culturale e spirituale, la cui intrinseca bellezza permette all'uomo la comunione con la natura. L'autore, muovendosi fra temi cari alla filosofia alla letteratura all'arte, riscopre nelle esperienze estetiche del Settecento l'insegnamento che annulla e vince ogni distanza spazio-temporale e che fa del paesaggio un luogo da contemplare, attraversare e vivere, favorendo il reciproco rispecchiarsi dell'uomo nella natura. Gli avventurosi viaggi dei grand-tourists in Europa, l'arte dei giardini inglesi esprimente il principio di varietà come bellezza, le teoriche del sublime e del pittoresco, aprono una strada, percorribile ancora oggi, che conduce al recupero dell'esperienza paesaggistica intesa nel suo originale significato di elevazione dello spirito al di sopra della materialità e dell'ovvietà di ogni mera estensione territoriale.
EAN
9788895881546
Data pubblicazione
2012 02 29
Lingua
ita
Pagine
263
Tipologia
Libro in brossura
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L'estetica del paesaggio inglese e italiano tra settecento e ottocento—