Addentrarsi per la prima volta in Myanmar, il Paese che una volta si chiamava Birmania, significa scoprire una terra inaspettata e bellissima, sebbene complicata da una difficile situazione politica. E significa incontrare i volti sereni e dignitosi della sua gente, che continua a sorridere nonostante tutto. Ogni cosa, qui, è come offuscata dall'umidità e dalla polvere, e ammantata di silenzio. Ma è proprio attraverso la coltre di nebbia e di sabbia che si intravede lo splendore: le tonache arancioni dei monaci buddhisti, il trucco giallo al profumo di mughetto sui visi delle donne e dei bambini, il rosso del betel. Colori vivaci ma mai chiassosi dipingono le città con i taxi Madza blu degli anni Cinquanta, mentre nella campagna ancora primitiva a prevalere sono il marrone delle strade e il blu dell'acqua. E poi ci sono le mille e mille pagode d'oro, oasi di meditazione e, forse, luoghi prediletti per l'inesauribile speranza. Pagina dopo pagina, colore dopo colore, melodia dopo melodia: ecco la terra magica dove per troppi anni è vissuta prigioniera Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991.
EAN
9788896212219
Data pubblicazione
2010 12 16
Lingua
ita
Pagine
142
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
155
Larghezza (mm)
212
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
354
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Il silenzio e i suoi colori. A piccoli passi in Myanmar (Birmania)—