Questo è un libro di sentimenti e di comportamenti legati al fenomeno dell'abbandono infantile a Torino e nel Canavese, tra Settecento e Novecento. Sono raccontate le motivazioni dell'abbandono espresse nei messaggi posti tra le fasce dei neonati esposti. Traspare la speranza dei genitori di poter riprendere un giorno il proprio figlio, munendolo di un segno di riconoscimento, la cui metà sarebbe servita da «scontrino» per la restituzione dell'infante. È il racconto della vita di bambini, donne e uomini che nel cognome portarono impresso per tutta la vita il marchio della loro ascendenza ignota. È la storia delle balie che li allattarono, delle famiglie che li allevarono e del territorio canavesano che dal fenomeno del baliatico trasse, per più di due secoli, sostentamento economico. È la ricostruzione del percorso storico di due istituzioni: l'Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista di Torino e l'Ospizio per l'Infanzia Abbandonata di Ivrea, che prestarono cure e assistenza a più di centomila fanciulli esposti.
EAN
9788896322710
Data pubblicazione
2016 12 01
Lingua
ita
Pagine
370
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
235
Larghezza (mm)
165
Spessore (mm)
20
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La sfortuna mi ha messo al mondo. Infanzia abbandonata a Torino e nel Canavese tra Settecento e Novecento—