Il dialetto è una lingua viva? In certi casi sì, in altri no. Il dialetto è vivo se permette di esprimere concetti e situazioni nuove e, quindi, sta al passo con l'evoluzione della società nella quale è parlato. Parlando del dialetto "quasi romagnolo" di Roberto Ramoscelli, possiamo identificare un nucleo linguistico legato alla cultura agricola della quale era espressione, con la ricchezza lessicale, di metafore e di modi di dire che ne derivava; questo "fondo" linguistico può servire a ripetere modelli e luoghi letterari della tradizione, ma non è detto che sia solo così. Nei versi di questa raccolta, seguendo e ampliando una tendenza presente anche nei precedenti "La qualite' de le'gn" e "Paaaden e capaltéz", assistiamo all'evoluzione del dialetto, alla sua, per così dire, "mutazione vitale": troviamo termini come telefuné (telefono cellulare), ciave'ta (chiavetta per la connessione Internet); c'è l'intento, ben riuscito, di trattare argomenti d'attualità mantenendo vivo lo spirito della parlata dialettale; non mancano infine riflessioni filosofiche e storiche, dove abbondano i neologismi dialettali mutuati dal linguaggio specialistico di ciascuna disciplina.
EAN
9788896328682
Data pubblicazione
2012 01 01
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
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Pre'ma ch'a m scórda. Versi in dialetto quasi romagnolo—