Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Vito Corvino ha recuperato in questa ultima sua "Tragedia di Roca", la maggior parte dei personaggi della tradizione tragediografica melendugnese e li ha posti per così dire in "prima pagina", rispetto alle altre tragedie scritte a partire dagli anni 50 e fino agli anni 90 del XX sec. Ci troviamo di fronte a un originalissimo impasto di prospettive diversissime, tanto nel contenuto quanto nella forma, così che - si potrebbe quasi dire - la cifra caratteristica dell'opera sua, appare un ossimoro strutturale ed espressivo.
Vito Corvino ha recuperato in questa ultima sua "Tragedia di Roca", la maggior parte dei personaggi della tradizione tragediografica melendugnese e li ha posti per così dire in "prima pagina", rispetto alle altre tragedie scritte a partire dagli anni 50 e fino agli anni 90 del XX sec. Ci troviamo di fronte a un originalissimo impasto di prospettive diversissime, tanto nel contenuto quanto nella forma, così che - si potrebbe quasi dire - la cifra caratteristica dell'opera sua, appare un ossimoro strutturale ed espressivo.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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