Un passato che vive nel presente, di braci, brina, trucioli, colori spenti e stanchi, soffi e sillabe; un vizio di sistema che deforma la conoscenza e l'esultanza dell'io (e del "noi") nei viaggianti e spaesanti intrecci di spazio e di tempo; e un'attesa, breve ma intensa, non beckettiana, del tempo che ci attende e torna al verde... come la vita. Amos Mattio attinge a una pronuncia tesa, ritmicamente articolata, trascorrente, dall'elementare impressionismo della prima sezione, "Fuori stagione", che riprende l'umanità dispersa del precedente "Bestie e dintorni" e introduce il tema dell'inadeguatezza alla vita; al rivelarsi, nella sezione centrale, "Il vizio di sistema", di questo disorientamento come difetto di fabbricazione di un "io" ancora scomposto nelle sue percezioni, sempre alla ricerca, nel caos contemporaneo, di memorie, storie, carie, di scorie allitterate e in rima, in una lingua di terra che ha radici profonde e si scompone anch'essa mentre si pronuncia, ma dove però kappa, alfa e iota fanno ancora il nesso forte che congiunge... niente che mi possa aiutare, nessun indizio tra le tracce che tentano di affiorare dentro il senso, in un bosco fitto di rimandi e interruzioni... Fino al ritorno, con l'attendant, al verde confuso di boscaglia, alle strade e traiettorie predeterminate di un trattore contadino, nel cerchio eterno della vita, sugli stessi sassi...
EAN
9788896506332
Data pubblicazione
2013 07 24
Lingua
ita
Pagine
101
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
170
Larghezza (mm)
120
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
150
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