Perché inserire un personaggio realmente esistito - il giornalista Antonio Russo, ucciso a Tblisi in Georgia nel 2000 - in una storia di fiction? Per quale motivo mischiare realtà e finzione? Nel mondo del profitto e della comunicazione (e dei social media) realtà e finzione si invadono l’un l’altra fino a confondersi, perché certe storie sono troppo vere per essere raccontate senza il restyling accomodante della finzione. Ma in questo gioco perverso, troppo spesso fatale per chi si occupa di informazione, lo scrittore, sottolinea Fausto Rampazzo, ha la possibilità di muoversi con più libertà, con quella leggerezza precisa e determinata che ci ha indicato Calvino. Lo scrittore non rispetta realtà e finzione: il territorio in cui si muove è quello della verosimiglianza. Un territorio non reale ma vero, in cui tutte le storie troppo vere possono, e devono, essere raccontate. Con precisione, con determinazione come fa Rampazzo in questo romanzo a più piani, che intreccia la grande storia con le vicende personali di un uomo piccolo e ambizioso, rappresentante di una borghesia agiata e un po' viziata che crede di poter fare tutto e ottenere tutto.
EAN
9788896551462
Data pubblicazione
2017 10 31
Lingua
ita
Pagine
232
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
15
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