Pur partendo da un'analisi della situazione politica italiana, dall'assassinio di Moro fino ad oggi, questo libro s'interroga sullo statuto teorico e pratico della politica nel mondo "globalizzato". La dialettica che s'instaura oggi fra tradizioni e culture diverse non comporta che l'occidente debba dimenticare i propri principi, riassunti nel primato liberale dell'individuo sullo stato. Solo questi principi possono salvaguardare al tempo stesso i diritti dei singoli e le esigenze complessive delle società e degli stati. La debolezza del liberalismo deriverebbe per alcuni dalla sua incapacità di rendere ragione dei propri fondamenti. A proposito di questo problema teorico cruciale, dopo aver scartato l'ipotesi teologico-politica e trovando insufficiente quella costituzionale (perché ogni costituzione si fonda in effetti su un ordinamento giuridico già costituito), si sostiene qui che la fondazione d'un ordinamento politico e/o giuridico sta solo nell'etica come teoria dell'atto (da non confondersi con la morale). La democrazia liberale è fondata in realtà proprio nella libertà d'agire che riconosce ai singoli, prima ancora che alle masse ed agli stati.
EAN
9788896571118
Data pubblicazione
2010 02 01
Lingua
ita
Pagine
346
Tipologia
Libro in brossura
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Un popolo per l'Europa. Principi politici della globalizzazione—