L’interesse verso l’architettura funeraria, il cui territorio figurativo riceve i riflessi propagati dall’ “universo mondo” dei sentimenti dell’uomo, è segnato dal considerare i luoghi di sepoltura la testimonianza materiale più antica che affiora dai confini del tempo, un segno inequivocabile della nascita del linguaggio simbolico e artistico. Il prof. Bruno Zevi, che sul settimanale l'Espresso nel 1964 scriveva: “Il Memoriale per Enrico Mattei, progettato da Pietro Porcinai, è un Memoriale solenne proprio in quanto rifugge dalla retorica. Rinuncia persino ad elaborare una sistemazione paesaggistica, a riconfigurare l'ambiente naturale con un intervento umanizzatore. Porcinai, uno dei massimi esperti italiani nella disciplina del paesaggio, ha semplicemente recinto un prato, dando un esempio di moralità degno di essere meditato dai committenti e dagli architetti facinorosi”. Carlo Scarpa scriveva: “...adesso i cimiteri sono pile di scatole da scarpe sovrapposte meccanicamente. Allora bisogna dimostrare alla società, far capire alla gente, quale potrebbe essere il senso della morte, dell’eternità e del transitorio e non queste gabbie per conigli”.
EAN
9788896589359
Data pubblicazione
2022 04 09
Lingua
ita
Pagine
956
Tipologia
Cartonato
Altezza (mm)
297
Larghezza (mm)
236
Spessore (mm)
120
Peso (gr)
4500
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