Perché fotografare i cadaveri dei propri estinti e conservare gli scatti come forme di un ormai inusuale memoriale? Si è poi del tutto estinta la fotografia post-mortem? E cosa mai può significare, una siffatta immagine, per chi la detiene, magari in silenzio, clandestinamente? In questo breve saggio, una pratica fotografica che fu un tempo largamente diffusa, e che invece oggi sprofonda nel silenzio più assoluto della critica, viene sorvegliata alla luce di un'indagine multidisciplinare volta alla continua ridefinizione di temi quali l'immagine, la morte, la fotografia, il lutto, il tempo. Attraverso l'obbiettivo fotografico il fuoco è qui posto sull'individuo moderno, sul rapporto che intrattiene con i propri simili, con la propria società. Cosa rappresentano questi scatti, quale profezia è in loro seme raccolta e a cosa dobbiamo il loro progressivo smarrimento? Sono queste le domande a cui si vuol dar risposta, ma non solo per un ovvio debito storiografico (ad oggi inaccettabile), ma soprattutto per comprendere perché, appunto, sia necessario ripartire dagli addii.
EAN
9788896696200
Data pubblicazione
2010 02 01
Lingua
ita
Pagine
392
Tipologia
Libro in brossura
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