È diventata quasi una moda, in questi anni così precipitosi, concedersi ogni tanto una pausa per voltarsi a guardare il passato, per raccogliere le testimonianze di una civiltà che, pur essendo solo di ieri, sembra tanto lontana. Il fenomeno, se così si può chiamare, mi sembra abbastanza diffuso nei piccoli paesi di provincia nei quali si organizzano mostre sugli arnesi o sulle tecniche di lavoro e si pubblicano raccolte di parole "di ieri" allo scopo di recuperare quel dialetto che, pur essendo stato per secoli l'unico sistema di comunicazione orale, ora viene considerato in estinzione. A quanto ne so, niente di analogo si fa nelle città, nelle quali l'attenzione sembra rivolta più alle "Grandi OperÈ o ai "Grandi Artisti" del passato che non alle piccole, anonime vicende di ogni giorno. E così ho cercato di colmare, se mi si passa il luogo comune, la lacuna, rivolgendo la mia attenzione al Portello, il borgo padovano che per molti secoli è stato considerato quasi una comunità a sé, con un dialetto tutto suo. Così almeno pensava il poeta Agno Berlese, quando scriveva che: "el vero dialeto padovan che cambia dal Pedrochi al Bassanelo no xe puro forsi che al Portelo".
EAN
9788896753422
Data pubblicazione
2011 01 01
Lingua
ita
Pagine
94
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
220
Larghezza (mm)
160
Peso (gr)
206
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