Il mito della rivoluzione e il dramma della sua sconfitta, il sogno della Nazione e la ragion di Stato: su questi contrasti si snoda la trama dell'Unità d'Italia, così come quella dei suoi protagonisti. Pasquale Calvi è uno di loro: ministro del governo siciliano nel 1848 ed esule a Malta nel decennio successivo, l'uomo vive in prima persona il trionfo dei democratici, nel 1860, e il loro declino politico negli anni successivi. È una storia complessa, la sua, in cui non mancano brusche inversioni di tendenza, rivalità ostinate, decisioni sbagliate o intempestive. È un racconto appassionante e a tratti amaro, dal quale traspare l'immagine di un "cavaliere errante" poco incline alla conciliazione, critico implacabile di oppositori e compagni, condannato ad una sorte da eterno outsider e destinato a rappresentare i successi e le disfatte dell'unificazione. La sua vita diviene così la cartina di tornasole dell'intera generazione del Risorgimento e della sua avventurosa esistenza.
EAN
9788896950425
Data pubblicazione
2013 01 01
Lingua
ita
Pagine
240
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
206
Larghezza (mm)
138
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
375
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Il cavaliere errante. Pasquale Calvi tra rivoluzione ed esilio—