'Lo splendore e la scimmia' mostra che il desiderio è come un giardino che va coltivato, e il giardino è una conversazione fra amici che si raccontano peripezie erotiche, viaggi, fame di bellezza. I giardinieri verbali di questa conversazione sono due amici omosessuali negli anni Novanta, 'in una mostruosa macchina sociale eterosessuale' dove non c'è 'nessun congegno che li contempli e che gli dia una mano'. Si muovono come incursori, sono ladri gentiluomini di carezze: le rubano ai maschi fidanzati con ragazze tonte, ai figli di mamme meridionali pronte ad adottare anche loro. Elegante e vivace, la scrittura di Anton Giulio Onofri è una forma di adorazione: adora la bellezza dei ragazzi, la bellezza dell'arte, della musica e dell'opera, la bellezza dei paesaggi italiani, dei templi siciliani, delle piazze padane. E la bellezza delle parole. Nella sua pagina, le parole hanno l'apparenza di un resoconto, di una traccia del passato, mentre sono l'appetito dell'avvenire, la fame della vita che ancora ci manca. Perché la vita non va soltanto raffigurata dopo, va annunciata prima, convocata, chiamata a farsi avanti, e per convincerla a succedere bisogna saper mettere in fila gli appellativi più seducenti, le frasi più spassose, i discorsi più memorabili. Per far arrivare la felicità, bisogna scoprire il suo nome a furia di descriverla, bisogna saperla chiamare con le parole giuste - no: con le parole belle. (Tiziano Scarpa)
EAN
9788897012573
Data pubblicazione
2013 07 04
Lingua
ita
Pagine
179
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
140
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
264
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