Ci sono stati popoli, come gli Egizi e gli Etruschi, che al tema della morte hanno dedicato grandissima attenzione. A loro si aggiungono, e quasi con prepotenza, i triestini che su "Il Piccolo" la prima cosa che leggono ogni giorno è "la pagina dei morti". Ciò potrebbe sorprendere in un popolo che tanto ama il mare, il pesce e lo spritz, ma Trieste è un Giano bifronte sempre intrigante negli opposti: coltissima e stracciona, sentimentale e cinica, superficiale e perdutamente carsica. Non desta quindi stupore che il suo massimo poeta vivente (ha avuto un infarto, ma per il momento non molla) passi il suo tempo a scrivere epitaffi certo di trovare nelle genti alto-adriatiche un pubblico particolarmente appassionato all'argomento. Quindi ecco questo libro con cento concittadini e concittadine già andati a "spingere il radicchio", cioè passati a miglior vita. Un'opera del genere andava assolutamente scritta poiché il Nostro aveva già dato un crudele assaggio con le parole che farà incidere sulla sua tomba monumentale a Sant'Anna: "Come uomo fu un comico tra tanti, come donna un mito".
EAN
9788897271727
Data pubblicazione
2025 10 28
Lingua
ita
Pagine
116
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
170
Larghezza (mm)
115
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