Il paradiso. È paradis. Libera traduzione della terza cantica dantesca in dialetto romagnolo del contado meldolese. «Cun Dânt scorend e' rumagnòl zintil»
“Se è difficile la lettura del “Paradiso” immaginate quanto sia ancora più arduo farne la traduzione in romagnolo! Non saprei proprio se Dante redivivo mi inviterebbe a ‘rivedere i miei liti’ data la mia scarsa competenza teologica, oppure mi permetterebbe di ‘mettereper l'alto sale’ il mio naviglio seguendo il suo solco per l'amore che porto alla sua opera. Ad ulteriore conferma del famoso aforisma di sant'Agostino, dopo ‘L'Inféran’ e ‘E' Purgatòri’ eccomi qua con la traduzione in romagnolo della terza cantica. Il tempo è passato ed i pochi capelli sono ormai imbiancati, ma l'amore per Dante e per il nostro dialetto non è scemato, anzi si è rafforzato col tempo. Nel 'Paradiso' son mutati scenario, atmosfera e lo stile della poesia di Dante e di pari passo quelli della mia traduzione, poiché vivo l'insolita esaltante avventura di seguire il poeta in ‘piccioletta barca dietro il legno che cantando varca’ cercando di riportare tutta la ‘Commedia’ al suono familiare del nostro dialetto. Ed ora finalmente ho completato l'opera: testardo e deciso ho seguito Dante passo a passo, perché seguir lui è per me la miglior maniera per imparare e conoscere me stesso.” (Gianfranco Bendi)
EAN
9788897287971
Data pubblicazione
2017 08 07
Lingua
ita
Pagine
390
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
246
Larghezza (mm)
167
Spessore (mm)
32
Peso (gr)
680
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Il paradiso. È paradis. Libera traduzione della terza cantica dantesca in dialetto romagnolo del contado meldolese. «Cun Dânt scorend e' rumagnòl zintil»—