Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
C’è una malattia molto contagiosa che non si prescrive né si cura ma che ci riporta ogni volta a Cuba. È un neologismo che ascoltai per la prima volta anni fa da un grande esperto della regina dei Caraibi come Aldo Garzia che una volta parlando della brama di andarci disse “È la cubanite”. Che cosa sia questa “cubanite” nessuno lo sa con certezza ma è una nostalgia - molto più bello dirlo con il portoghese “saudade” - a volte insostenibile, che ti costringe a tornarci. (Dalla prefazione di Omero Ciai)
C’è una malattia molto contagiosa che non si prescrive né si cura ma che ci riporta ogni volta a Cuba. È un neologismo che ascoltai per la prima volta anni fa da un grande esperto della regina dei Caraibi come Aldo Garzia che una volta parlando della brama di andarci disse “È la cubanite”. Che cosa sia questa “cubanite” nessuno lo sa con certezza ma è una nostalgia - molto più bello dirlo con il portoghese “saudade” - a volte insostenibile, che ti costringe a tornarci. (Dalla prefazione di Omero Ciai)
, con un tono illustrato e un approccio facile.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.