È un libro che ci avvicina ad una corsa automobilistica di un'epoca lontana, il cui fascino è rimasto immutato nel tempo. L'autore, Richard Williams, quando sentì parlare del pericoloso circuito di Pescara aveva appena dieci anni. Era il 1957. I ricordi di Williams si combinano con le testimonianze dei quattro piloti intervistati, gli unici attualmente in vita: gli amanti del percorso Moss e Brooks, i detrattori Roy Salvadori e Jack Brabham. Storie bellissime da leggere e da raccontare, avventure rocambolesche, incidenti e aneddoti su alcuni piloti scomparsi, s'intrecciano con la preparazione delle gare, i rapporti tra le case costruttrici e i piloti. Negli ultimi capitoli l'atmosfera si fa più concitata: l'arrivo a Pescara, l'allenamento per memorizzare il lungo circuito, ben 25,5 km (15,8 miglia), il caldo opprimente che fa da padrone. Moss, che era il numero uno, aveva il diritto di provare anche le auto dei compagni di squadra. I piloti dovevano districarsi sui circuiti spesso bloccati dal lento cammino delle greggi che attraversavano le bellezze selvagge e incontaminate del paesaggio abruzzese, a discapito di non pochi rischi.
EAN
9788897417255
Data pubblicazione
2012 01 01
Lingua
ita
Pagine
152
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
245
Larghezza (mm)
174
Spessore (mm)
16
Peso (gr)
350
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L'ultima corsa su strada. Il Gran Premio Pescara 1957—