Un libro che lavora molto sul piano visivo
Le opere di Antonio D'Antoni si collocano proprio in questo preciso stato di cose, ossia nel punto in cui la stessa arte supera il concetto classificatorio: essa trascende l'idea di pittura, fotografia, scultura. L'artista, nel suo viaggio estremamente proustiano, scioglie e dipana un'esistenza placida, ricercandone la reale essenza, il tempo perduto e l'antico ricordo. Lo stesso spettro luministico, a metà strada tra il manierismo e i viraggi computerizzati, serve al fine prescelto: conferire all'immagine un senso di mistico agglomerato di memorie personificate, divenute oggetto, fattesi colore. (Daniele Radini Tedeschi)
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