Perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. / Io non sono che un piccolo fanciullo che piange. Sono versi di Sergio Corazzini, il crepuscolare poeta romano morto di tubercolosi a ventun anni. Corazzini fu contemporaneo di Vincenzo Russo - nacque nel 1886, se ne andò nel 1907 - e la suggestione della comune morte giovane, per identico male, ha spinto qualche critico ad accostare i due. Ma l’analisi si è fermata alla proposta. Nessuno ha osato dire che Corazzini e Russo, ben diversi per estrazione sociale e studi, al di là dell’inevitabile presentimento della morte immanente, si mossero sul medesimo terreno lirico della semplicità, dello smarrimento, della libertà dagli schemi. A entrambi lo scenario della natura - foglie e speranze senza tregua scrisse Corazzini; addio, rose e viole, i’ ve saluto scrisse Russo - servi a descrivere la caducità dell’esperienza umana. Come il romano, il napoletano adoperò un linguaggio dimesso e, sebbene in misura molto minore, tentò di liberarsi dalla prigione della rima. E se Corazzini ha infine trovato la sua valorizzazione, Vincenzo Russo l’aspetta ancora, nel campo ben più ridotto e definito della canzone napoletana.
EAN
9788897577829
Data pubblicazione
2025 03 19
Lingua
ita
Pagine
106
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
215
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
190
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