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Nel suo saggio, la studiosa si concentra sulle analogie e le affinità nel modo di concepire il rapporto tra arte e vita, arte e denaro, arte e gioco nella poetica dei due artisti. Che Marcel Duchamp si fosse in parte ispirato a Baudelaire per qualche dettaglio della sua opera era già stato evidenziato da alcuni studiosi; il merito della Alkhas è di aver dato al confronto una dimensione più ampia, strutturale. La chiave da lei scelta è il raffronto fra il modo di vivere e di legare la vita all'opera e l’opera alla vita in queste due moderne incarnazioni della figura del dandy.
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