Napoleone Bonaparte era un giornalista "a modo suo". Fu il primo uomo di governo a comprendere l'importanza dei mezzi di comunicazione, ma li usava in pratica come megafoni per la propaganda. Fondava giornali per amplificare l'eco delle sue imprese militari e dei suoi successi politici. Interveniva d'autorità per censurare quelli più autonomi e indipendenti, per ridurre al silenzio direttori e redazioni. Questo libro offre un altro aspetto di particolare interesse a tutti coloro che si occupano oggi di comunicazione in senso lato o di giornalismo in senso più stretto. E quindi a chi fa i giornali, di carta, radiotelevisivi oppure on line, e anche a chi li legge. L'autore ci riporta infatti ai tempi della Rivoluzione francese, quel crogiuolo di libertà e democrazia che segna l'inizio di una nuova stagione storica per la stessa libertà d'informazione: non a caso fra il 14 luglio della Bastiglia e la fine del 1799, in Francia circolavano circa duemila pubblicazioni, destinate poi a ridursi o a scomparire negli anni del Terrore. Prefazione di Giovanni Valentini.
EAN
9788897686620
Data pubblicazione
2013 09 26
Lingua
ita
Pagine
83
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
137
Larghezza (mm)
212
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
154
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Napoleone giornalista. Lungimirante ma interessato—