Un libro che lavora molto sul piano visivo
C'è un modo di divulgare l'arte che, se non sbagliato, è riduttivo e depistante: illustrare i singoli avvenimenti artistici come se fossero improvvisamente generati dalla mano dell'artista, grazie alla scuola di appartenenza o al suo genio innato. Insomma indotti all'azione da quella che oggi si acclama come artistica "gestualità spontanea", che io definisco invece "istinto". Senza pertanto inquadrare l'opera (e l'artista) nel momento storico vero, quello della vita, fuori dall'ufficialità e non riflettere sulla profondità e sul motivo che l'ha determinata, soprattutto non occuparsi d'individuarne il "messaggio", spesso nascosto.
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