Il quadro complessivo del saggio di August Karst, che è possibile trarre dai giudizi di storici coevi quali Croce, Hampe e Tout, offre una visione chiara delle valenze e di molte discrepanze nell'inquadramento della complessa vicenda manfrediana, ma allo stesso tempo inserisce il lettore nella temperie culturale e politica dell'epoca. Tra Otto e Novecento la produzione storiografica germanica è, di fatto, fortemente condizionata dal serrato confronto ideologico tra Piccoli e Grandi tedeschi, dall'influsso della scuola prussiana di Droysen, dalla fondazione del Reich dopo la guerra franco-prussiana del 1870 e dagli appetiti imperialistici manifestati in maniera pericolosa dopo l'assunzione al trono di Guglielmo II (1888). In antitesi con la serena visione di storici come Schirrmaker - e senza dubbio condizionato dal giudizio negativo espresso da Jamsilla su Manfredi -, Karst vede con sospetto ogni attentato all'Impero, giudica Manfredi un traditore e considera gli italiani infidi, ponendosi all'origine di quelle aberrazioni nazionalrazzistiche che avrebbero sorretto ideologicamente l'affermazione del nazionalsocialismo hitleriano.
EAN
9788897995852
Data pubblicazione
2016 08 01
Lingua
ita
Pagine
208
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Peso (gr)
350
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Storia di Manfredi dalla morte di Federico II alla sua incoronazione—