A partire dalla seconda metà del XIX secolo, migliaia di italiani partirono verso diverse aree del mondo con la speranza di trovare contesti favorevoli in cui insediarsi e iniziare una nuova vita. Una delle aree in cui si stabilirono in gran numero fu la penisola di Crimea, all'epoca parte della Russia zarista, promotrice di politiche migratorie estremamente permissive. Dopo la rivoluzione bolscevica (1917), il destino di questa gente iniziò però a cambiare, a causa soprattutto delle espropriazioni di terreni disposte dallo Stato sovietico. La situazioni precipitò con lo scoppio della seconda guerra mondiale: accusati di collaborare con il Fascismo, molti italiani vennero deportati nei campi di lavoro in Siberia e in Kazakistan e la maggior parte di loro non fece ritorno. Nello stretto di Ker vivono attualmente circa 150 famiglie di origini italiane, ancora scottate dalla mancata protezione offerta dall'Italia durante la seconda guerra mondiale e dal mancato riconoscimento dopo il collasso dell'Urss. I volti, le dimore, le storie e le speranze di alcuni di loro sono l'oggetto del presente volume fotografico.
EAN
9788898158652
Data pubblicazione
2015 08 01
Lingua
ita
Pagine
120
Tipologia
Libro in brossura
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Italianskij. La tragedia degli italiani di Crimea—