Le parole sono, da sempre, per Gianni Priano un'ossessione. E un vizio. Infatti ne ha scritte e ne ha dette moltissime. E forse sarebbe ora che stesse zitto. Invece eccolo qui, dopo una pigrissima carriera da recensore, critico letterario, scrittore di racconti e versi a presentarci una specie di vocabolario in cui le parole camminano non soltanto tra Genova e Monferrato ma, anche, tra un incontenibile narcisismo e una rincorsa, desiderata e mai raggiunta autenticità di vita. Priano scruta e scrive di una società consumata dal consumo senza rimpiangere il freddo patito da sua madre in quegli autunni e inverni piemontesi maledettamente nevosi, e crede di avere capito che il popolo delle osterie si è riversato nei Mc Donald's e non certo nelle enoteche fighette. Scruta e parla, Gianni Priano. E ci sbatte in faccia le sue parole. Non ha vassoi d'argento per portarle e offrirle. Le sue parole sono gioghi e, dunque, valichi e costrizioni. Perché la parola abita una cosa che si chiama limite. Dalla parola detta e scritta non arrivano salvezze. Ma senza parole manco si può nominare, la salvezza.
EAN
9788898187577
Data pubblicazione
2018 01 01
Lingua
ita
Pagine
220
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
180
Larghezza (mm)
113
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Gioghi di parole. Guida cordiale per anime randagie, tra Genova e Monferrato (con qualche divagazione)—