In un'Europa priva di una carta costituzionale, in quest'Europa tecnocratica e neoliberale, l'unico vero popolo europeo è quello dei suoi mezzogiorni, ovvero di quelle masse di lavoratori che in quanto esterne, disintegrate, escluse dal lavoro e dallo sviluppo comunitario, rimangono fuori a qualsiasi ordine e grado di cittadinanza. Il presente volume si rivolge a queste ultime, ponendo a loro disposizione tutta una serie di dati empirici e modelli interpretativi, al fine di ritornare a pensare politicamente la loro emancipazione sociale nella lotta politica per l'integrazione delle aree sottosviluppate all'interno nel mercato unico; come ci insegna infatti la storia delle mancate unificazioni italiana e tedesca, nessuna forte identità, nessun sentito vincolo di appartenenza, legherà mai un greco a un tedesco, un francese a uno spaziolo, un olandese a un italiano, fino a quando non vi sarà una preliminare volontà politica costituente, che spinga ad esempio stati nazionali così diversi e tuttavia così simili tra loro, come quelli dell'Unione, ad integrarsi vicendevolmente.
EAN
9788898257515
Data pubblicazione
2018 01 01
Lingua
ita
Pagine
150
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
16
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Il popolo dei mezzogiorni uniti e l'Europa di Maastricht. Per un pensiero dell'integrazione—