Non c’è, per quanto concerne l’architettura, quasi alcun argomento sensato che dia ragione a coloro che puntano unicamente su un moderno staccato dalla storia. Non c’è tuttavia neanche un argomento che giochi a favore di chi vuole riallacciarsi solamente a ciò che storicamente ha preceduto il moderno. Il moderno è storia. E l’architettura dovrebbe ancora rispecchiare la sua storia, tutta la sua storia però, di cui essa è continuazione in senso molto più ampio di quanto un tempo le corte linee della tradizione degli apologeti del moderno volevano avere. Con la sua rivendicazione esclusiva e inizialmente radicale sul futuro tuttavia, il moderno sembra talvolta ancora oggi farci credere che anche noi, che noi potremmo essere ancora parte di questa ora zero di un presunto nuovo inizio, la quale apparentemente si estende sempre più avanti – fino al nostro presente. All’interno di questo ciclo tuttavia non esistono né strada né obiettivo, né di certo l’obiettivo di un futuro ancora da riscattare. Già da sola questa parola «futuro» fa sorgere un disagio ed evitiamo il suo utilizzo ovunque possiamo. A quale futuro poi ci si riferirebbe? Ma esiste addirittura un futuro, nel caso in cui noi volessimo ancora attribuire al concetto una connotazione collettiva? «La» architettura ha futuro? (Uwe Schröder). Introduzione Massimo Fagioli.
EAN
9788898262984
Data pubblicazione
2020 10 12
Lingua
ita
Pagine
144
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
160
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