La piccola Chiletta, vezzeggiativo di Rachele, abbandona la sua infanzia al canto di una civetta. Sul carro dei buoi col vestito buono, lascia dietro di sé l'incanto del pane che lievita nel forno comune, abbandona le foglie di vite per ventaglio, e sbiadisce. Diventa grigia come l'edificio del Cottolengo, "enorme stomaco di pietra ulcerosa", che la inghiotte in una spettrale Torino di fine anni '30.Lì la Chiletta sarebbe ineluttabilmente sola, sempre più piccola, arida e scura, proprio come una boia panatera, uno di quegli scarafaggi che fanno strabuzzare alla zia Delfina l'unico occhio sano. Se non fosse per una piccola mano che, nell'aria gelida dell'interminabile fila verso il refettorio, si insinua nella sua, e da allora non la lascia più. È Angela, la sua vicina di branda nel dormitorio, l'amica dalla voce di ragnatela che, giorno dopo giorno, le salva la vita.E poi, c'è un sottile filo di luce, aggrappato alla sua pelle come aura flebile, che ancora la lega con ostinazione alla sua vita precedente, quella che odorava di erba calpestata e cantava un frinire di cicale. È il sentimento profondo per il Nassin, "quattordici anni appena compiuti".
EAN
9788898291823
Data pubblicazione
2021 10 30
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
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