Nella lettura del teatro, come non pensare a Sofocle, a Shakespeare, e alla grandezza delle loro opere, eterne di visione anche perché magistrali di scrittura? Oppure a Beckett, Brecht, al provocatorio Jarry? Come dimenticare Goldoni ed Eduardo De Filippo? L'esperienza estetica derivante dalla semplice lettura della prosa teatrale, è grande anche senza la sua specifica vita di scena. E, quindi, dev'esserci uno specifico drammaturgico di questa particolarissima scrittura, un po' leazy, un po' audace, un po' distratta. Infatti, il lettore di teatro è mezzo regista: dentro la sua mente si compone il pathos della tragedia e della commedia, la festa e l'etica, ma appare anche l'acuto ectoplasma che muove scenografie e musiche, espressioni e rumori. Ogni lettura è una messinscena in cui il lettore agita il suo spirito da deus ex machina, intento a produrre dentro di sé l'ultimo atto, l'applauso simulato alla sua stessa messinscena virtuale. Gioia dell'intima proiezione, giostra dei neuroni specchio. Drammaturghi: R. de Torrebruna, M. Castello, Novelli e Zarini, S. Bevilacqua, C. Varano, L. Stella, F. B. Belfiore, G. Amoroso. Introduzione di Roberto Trovato.
EAN
9788898355099
Data pubblicazione
2013 01 21
Lingua
ita
Pagine
350
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
130
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