Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Il femminicidio a teatro. Violenza psicologica e fisica; sopraffazione subdola e colpa insensata; parole non pronunciate e mani ingombranti. Sofia, Marsela, Ester, Gisele, volti deturpati, abbrutiti, sfiniti raccontano in scena il dramma troppo spesso silenzioso dei maltrattamenti sulle donne. L'autrice, col sapiente uso del non detto, della non punteggiatura, in quattro pièces teatrali celebra il riscatto di ognuna di esse. Perché il divenire, risucchiato sulla pelle, non mostri solo aridi solchi, ma fecondi segni di un tempo non completamente avaro.
Il femminicidio a teatro. Violenza psicologica e fisica; sopraffazione subdola e colpa insensata; parole non pronunciate e mani ingombranti. Sofia, Marsela, Ester, Gisele, volti deturpati, abbrutiti, sfiniti raccontano in scena il dramma troppo spesso silenzioso dei maltrattamenti sulle donne. L'autrice, col sapiente uso del non detto, della non punteggiatura, in quattro pièces teatrali celebra il riscatto di ognuna di esse. Perché il divenire, risucchiato sulla pelle, non mostri solo aridi solchi, ma fecondi segni di un tempo non completamente avaro.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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