Il 31 gennaio 1923 le squadre d’azione fasciste lucane invadono la cittadina di Bernalda. I vertici regionali del PNF inaugurano “il gagliardetto”. Ma il vero senso che assume la spedizione è quello di una dimostrazione di forza all’antifascista comunità bernaldese. Il triste bilancio della giornata è di tre morti e una decina di feriti. Per uno degli omicidi, quello del bracciante agricolo Berardino Russo, sono accusati i fascisti Arcangelo e Ferdinando Fortuna, che si dichiarano innocenti. Quella che si racconta è una lunghissima vicenda giudiziaria, tentativi di insabbiamento, colpi di scena, aneliti di giustizia ma anche di vendetta, manipolazioni interpretative da ogni parte. Il risoluto ingegner TerenzioTimpano, il machiavellico Don Tonino Spadaluce, lo zelante giudice istruttore Beniamino Navone, il prudente commissario di P.S. Luigi Pinto, il prolisso maresciallo dei carabinieri Giuseppe Corvino, questi alcuni dei personaggi di un variegato contesto in cui si inseriscono cortocircuiti di comunicazione familiare tra Ferdinando Fortuna e il figlio Italo. Toccherà al nipote Andrea ricostruire la complessa vicenda, mettendo al proprio posto solo alcuni frammenti di verità.
EAN
9788898432158
Data pubblicazione
2016 12 13
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
130
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