Il volume traccia un percorso attraverso la rappresentazione del femminile nell’universo artistico e musicale tra Cinque e Settecento, a partire dalle fanciulle orfane o indigenti che già dal XVI secolo vivevano negli Ospedali veneziani: le “pute” o “putte” alle quali veniva impartita una rigida istruzione musicale. Una emblematica oscillazione semantica della parola “puta” conduce ad una delle più segrete e profonde ambivalenze dell’immagine femminile nella storia della cultura: “puttana” è infatti l’accusa reiterata e violenta che Otello, protagonista dell’omonima tragedia shakespeariana, rivolge a Desdemona. Gli spazi indagati vanno dalla scena teatrale, affrontando l’articolata questione storica ed interpretativa del costume per la scena, fino al teatro musicale e alla costruzione del personaggio femminile nelle forme della cantata e dell’opera del Sei-Settecento. Nonostante il legame con precisi codici rappresentativi, il racconto del femminile appare sempre percorso da nodi simbolici e ambiguità ed emergono così ritratti di donne artiste che, come Maddalena Lombardini, hanno affermato eccezionalmente la propria professionalità nel campo della musica.
EAN
9788898447268
Data pubblicazione
2016 11 24
Lingua
ita
Pagine
118
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
169
Larghezza (mm)
248
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
400
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Puta/Putana. Donne, musica, teatro tra XVI e XVIII secolo—