La storia di un uomo, e sua moglie Takuì, grande concertista a Costantinopoli, metà armena e metà e ebrea, che dopo la fuga del marito dal carcere, assieme ad altri fuggiaschi nel 1915 dal Corno d'Oro con una nave di disperati, arrivano in Italia dove Takuì partorisce la mamma di Diego Cimara, Nwarth, poi nel '43 conosciuta come "Ombra" durante la resistenza romana perché salva con uno stratagemma 112 tra ebrei ed antifascisti. Storia di combattenti e vittime. Di sangue ed onore. Di religione e crudeltà. La diaspora non potrà mai perdonare l'avidità di sangue dei turchi, nel cuore di un deportato non c'è più posto nemmeno per l'odio. Ad accomunare questi anziani è la voce di un poeta che lascia il diario di una vita al nipotino: un ricordo indelebile. Dice Kostan a Diego: "Più vantaggioso è battersi che vincere, perché dopo la vittoria c'è sempre la sconfitta. La morale e la ragione: due profili della stessa faccia. La letteratura sono gli scrittori. Basta il pensiero, non spingerti oltre. Chi tardi arriva è a metà dell'opera. Saper leggere cose che non potranno mai essere scritte e dire ciò che non potrà mai essere letto. Sperare va bene, ma non nel futuro. Il fuoco tende verso l'alto e la pietra verso il basso".
EAN
9788898486496
Data pubblicazione
2014 01 01
Lingua
ita
Pagine
318
Tipologia
Libro in brossura
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