I muri e le barriere non riescono a farsi carico dei conflitti e delle controversie. Le separazioni, infatti, divengono elementi che - de facto - non potendo intrappolare o confinare l’interazione tra i membri della comunità, rimandano con ancor più forza l’esigenza di dotarsi di modalità di gestione dell’interazione stessa. "Separare non è gestire", scrivono gli autori del testo. In quale modo, allora, gli operatori e i professionisti che, a vario titolo, si occupano di esecuzione penale e di Giustizia Riparativa, possono immaginare scenari operativi alternativi e ulteriori alla separazione? Come questi possono disporre di competenze, modalità di intervento e strumenti che gestiscano l’interazione e, dunque, promuovano la coesione della comunità, anche all’interno degli istituti penitenziari? Lo scritto che avete tra le mani risponde a tali questioni declinando negli istituti penitenziari gli assunti del paradigma riparativo fondato sulla prospettiva dialogica e della teoria generale della mediazione, secondo i riferimenti teorici e metodologici dell’architetto di comunità.
EAN
9788898703364
Data pubblicazione
2024 06 12
Lingua
ita
Pagine
148
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
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Architetto di comunità: l'intervento di giustizia riparativa all'interno degli istituti penitenziari—