Questo libro, con una prefazione di Nicoletta Dosio, propone un’esperienza di lavoro dentro al carcere. Lo sguardo di una persona “esterna” all’istituzione, che racconta i dispositivi in vigore all’“interno” e ne svela alcune caratteristiche: prima fra tutte la discrezionalità del personale civile e militare che spesso si trasforma in vero e proprio arbitrio. Un’arbitrarietà che non soltanto si abbatte sui detenuti, i diritti dei quali non sono tenuti in considerazione, ma anche su chi entra in carcere per lavorare. In un momento storico nel quale è lo stesso mondo del lavoro a esssere sottoposto a regole sempre più incerte – come la possibilità di licenziare i lavoratori anche in assenza di giusta causa – la vicenda qui narrata diventa occasione per riflettere sui limiti che stanno incontrando nella vita reale alcuni di quei principi costituzionali e alcuni di quegli articoli dello statuto dei lavoratori che siamo abituati a considerare scontati, ma che lo sono sempre meno, come il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e come il divieto imposto al datore di lavoro di effettuare indagini sulle opinioni politiche del lavoratore.
EAN
9788898963645
Data pubblicazione
2017 03 09
Lingua
ita
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
100
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Non ho visto niente. Sul come essere No Tav comporti perdere il lavoro—