Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
In questa prose morali, scritte fra il 1890 e il 1892, è sinteticamente racchiusa la concezione etico-politica-religiosa di Leone Tolstoj sui rapporti sessuali fuori e dentro la vita matrimoniale, e sui "piaceri viziosi" più diffusi nel mondo contemporaneo: l'alcool, il tabacco e le droghe. Sebbene rivolte ai suoi contemporanei, e nonostante talune punte estreme, le osservazioni del grande scrittore russo assumono tuttavia valore universale e offrono, soprattutto al giorno d'oggi, non pochi elementi di riflessione.
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