Tutti pensavano: A me non potrebbe mai capitare. I tristi episodi di cronaca, che spesso vedono come protagonisti i bambini, sono narrati dai media, e quasi sempre dagli stessi sono liquidati, come tragici colpi del destino. In realtà tali eventi sono logiche conseguenze di azioni (omesse o commesse) sulle quali, con la giusta preparazione, si avrebbe avuta piena discrezionalità. La causa prima di tali tragedie è l’inconscia trasposizione tra il concetto di pericolo e quello di rischio, tale per cui agli occhi di un adulto il rischio legato a un determinato ambiente, quale può essere una vasca da bagno, una pentola di brodo bollente, una piscina o il parcheggio di un cortile, erroneamente e inconsciamente viene scambiato per pericolo, assumendo così lo stesso valore per sé e per il bambino sul quale si sarebbe dovuto supervisionare. Con questo volume si fornisce un metodo, uno strumento di prevenzione e sicurezza, che consentirà dapprima di vedere l’eventuale pericolo presente in un ambiente e, secondariamente, di valutarne il rischio ad esso legato in funzione del soggetto che frequenta l’ambiente in questione.
EAN
9788899215088
Data pubblicazione
2016 12 01
Lingua
ita
Pagine
318
Tipologia
Libro in brossura
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Parlare al destino. Gestione relativistica del rischio situazionale—