Una storia da seguire con facilità
Festa al celeste e nubile santuario e "Compleanno" sono, apparentemente, testi molto differenti tra di loro. Il primo lo si potrebbe considerare una specie di commedia a fosche tinte o di tragedia ridicola, il secondo, come forma e contenuto, è un soliloquio folle, senza un vero e proprio soggetto narrante, chiaramente identificabile; senza una congrua storia da raccontare; senza un tempo, senza uno spazio, precisi; tranne, forse, i pochi agganci, sedicenti realistici, che la voce, dispiegantesi nel monologo, va, con tempo e spazio, fallacemente, ingannevolmente, seminando, per circa un'ora di rappresentazione.
Festa al celeste e nubile santuario e "Compleanno" sono, apparentemente, testi molto differenti tra di loro. Il primo lo si potrebbe considerare una specie di commedia a fosche tinte o di tragedia ridicola, il secondo, come forma e contenuto, è un soliloquio folle, senza un vero e proprio soggetto narrante, chiaramente identificabile; senza una congrua storia da raccontare; senza un tempo, senza uno spazio, precisi; tranne, forse, i pochi agganci, sedicenti realistici, che la voce, dispiegantesi nel monologo, va, con tempo e spazio, fallacemente, ingannevolmente, seminando, per circa un'ora di rappresentazione.
Può funzionare bene per studenti, con un tono facile e un approccio facile.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.