Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Col pennello in mano (morbido, numero sei, punta rotonda, ma secco ormai, incollato sul fondo di un bicchiere) dispone la scena, costruisce un canovaccio e lo distende entro le quinte di uno spazio discreto: poi ci ripassa sopra con tratti di colore e accarezza le singole figure così come si accarezza un bel pensiero: a esse affida il compito di raccontare un mondo miniato, affettuoso, raccolto, precluso alla terra che si lascia dietro ma aperto per un ampio squarcio sul fondale del mare.
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