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Genova, anno 1657. Il medico Piero Argentieri entra in città pochi giorni prima dell’epidemia di peste che avrebbe ucciso più della metà dei suoi abitanti. Non può scappare. Non può nascondersi. Non può far altro che subire passivamente gli stati d’animo derivanti da una situazione apocalittica. Ma, oltre a dolore, rabbia, sgomento e tradimenti, la peste gli indica anche la via dell’amore, della solidarietà e della speranza che non tutto finisca.
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